Come riportato dai media spagnoli, un iPhone 6 estratto dalle acque della Spagna è stato sbloccato dalla Cellebrite. Si tratterebbe del primo iPhone con sistema Secure Enclave ad essere stato sbloccato tramite tool di terze parti.

A dirlo è stata la madre di una donna scomparsa in Spagna, che ha confermato l’avvenuto sblocco dell’iPhone 6 appartenuto alla vittima e ritrovato in mare. I dati potrebbero essere utili per le indagini, visto che le cause della scomparsa sono ancora misteriose. Le forze dell’ordine hanno confermato la notizia, aggiungendo che il costo dello sblocco è stato di 2.000 euro, ben lontani dai diversi milioni di dollari presumibilmente spesi dall’FBI per far sbloccare l’iPhone 5c del terrorista di San Bernardino.

La notizia è che si tratterebbe del primo iPhone con Secure Enclave ad essere stato sbloccato tramite un tool di hacking prodotto da terze parti. Al momento non sappiamo quale versione di iOS fosse installata sull’iPhone 6 della vittima, né se il dispositivo fosse jailbroken o meno.

Dato che l’iPhone è stato in acqua per due mesi, molto probabilmente non funziona correttamente. Tuttavia, è la Cellebrite ha quasi sicuramente lavorato direttamente sui chip rimossi dal dispositivo.

La Cellebrite è un’azienda israeliana specializzata in sicurezza informatica e ritenuta responsabile anche dello sblocco dell’iPhone di San Bernardino.

Link all’articolo originale: iPhone 6 (con Secure Enclave) sbloccato dalla Cellebrite?

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