La Commissione parlamentare Europea per le libertà civili, la giustizia e gli affari interno ha pubblicato una serie di proposte che potranno influire sulle comunicazioni digitali e sui rapporti tra i produttori di smartphone e le agenzie governative per quanto riguarda l’accesso ai dati privati degli utenti.

Uno dei passaggi più importanti di questa proposta riguarda il divieto di backdoor, tema tanto caro a Tim Cook che proprio su questo punto ha avviato una battaglia legale contro l’FBI negli Stati Uniti.

L’emendamento si riferisce all’articolo 7 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, secondo il quale tutti i cittadini hanno diritto alla vita privata e alla privacy, e parla di estensione della riservatezza e della sicurezza anche alle comunicazioni elettroniche dei cittadini europei.  La riservatezza delle comunicazioni elettroniche assicura che le informazioni scambiate tra gli utenti devono rimanere al sicuro e non devono essere rilevate a nessuna persona o ente.

Questo principio della riservatezza digitale può essere applicato ai mezzi di comunicazione attuali e future e riguarda chiamate, accesso a internet, app di messaggistica instantanea, e-mail, messaggio gestiti tramite social media e videochiamate.

La norma proposta dalla Commissione afferma che la divulgazione delle comunicazioni elettroniche può rivelare informazioni molto sensibili dei privati cittadini, che vanno dalle esperienze personali alle condizioni mediche, passando per le loro preferenze sessuali e opinioni politiche. La loro pubblicazione potrebbe determinare danni personali e sociali, oltre a perdite economiche e sociali. Inoltre, la norma sostiene che non solo il contenuto delle comunicazioni deve essere protetto, ma anche che i metadati ad esse associati, inclusi i numeri chiamati, i siti web visitati, la posizione geografica, l’ora, la data e la durata delle chiamate devono rimanere privati.

Tali regolamenti si applicano ai fornitori dei servizi di comunicazione elettronica, ai fornitori di software che consente la comunicazione elettronica e ai produttori di smartphone, che devono tutti garantire un’adeguata crittografia dei dati degli utenti. Inoltre, viene anche ribadito che l’uso di backdoor da parte degli stati membri dell’UE dovrebbe essere vietato.

 

 

Queste norme sono tutte pensate per tutelare la privacy dei cittadini e vanno in contrasto con quanto voluto dai governi di Gran Bretagna e USA, che stanno cercando di avere un accesso più ampio ai dati degli utenti per “combattere il terrorismo”.

Queste nuove proposte della Commissione Europea devono ora essere approvate dai deputati del parlamento e rivedute dal Consiglio UE.

Link all’articolo originale: L’UE propone il divieto delle backdoor su smartphone

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