David Muffy, arborista senior di Apple, ha svelato che Steve Jobs pensò all’Apple Park come un modo per ricreare il vecchio paesaggio originario della Silicon Valley.

Il compito principale dell’arborista è trovare le migliori possibilità in tutti gli ambienti in cui gli alberi devono convivere con l’uomo e David Muffy è il responsabile di questa particolare mansione in Apple. Con la costruzione del nuovo campus, Muffy si sta occupando di gestire la piantagione di oltre 9.000 alberi e altri arbusti in tutto l’Apple Park, come voluto da Steve Jobs nel suo progetto originale.

In una recente intervista, Muffy ha svelato che proprio Steve Jobs, con la sua idea di Apple Park, voleva ricreare il paesaggio originario della zona prima che diventasse la moderna Silicon Valley.

Muffy ha incontrato per la prima volta Steve Jobs nel 2010, quando entrambi condivisero fin da subito il loro amore per gli alberi e la vegetazione che, in passato, erano presenti nella zona che poi sarebbe diventata l’attuale Silicon Valley. Tra l’altro, l’attuale arborista senior di Apple è stato un hippie e ha vissuto in una comune per molto più tempo rispetto a Steve Jobs, che sperimentò una cosa del genere nei suoi anni alla All One Farm in Oregon.

Ritornando al loro rapporto, Jobs aveva molto apprezzato un lavoro fatto sulle colline del campus di Stanford, dove erano state piantate centinaia di querce naturali, tanto da chiedere ai suoi collaboratori di rintracciare quanto prima il responsabile di quell’opera. La prima conversazione tra i due fu molto fredda e avvenne quando Jobs chiamò Muffy per far piantare alcuni alberi di limoni nel campus Apple di Cupertino.

Durante alcuni incontri successivi dedicati all’Apple Park, Jobs confessò a Muffy che aveva intenzione di ricreare la vecchia area della Silicon Valley all’interno del nuovo campus. Per farlo, bisognava piantare migliaia di alberi che per anni avevano occupato i luoghi dove ora sono presenti le sedi delle più importanti aziende hi-tech del mondo. Muffy definì quella richiesta come un progetto di conservazione ecologica più che ambizioso e si mise subito a laboro per trovare un numero significativo di alberi da frutto e querce. Si trattava di un lavoro enorme, visto che lo spazio verde all’interno dell’Apple Park avrebbe occupato tantissimo spazio, tanto da poter accogliere quasi 10.000 alberi. Ovviamente, Steve Jobs controllava periodicamente il progetto di Muffy, proponendo anche una lista di alberi da piantare e di altre specie di piantagioni da utilizzare.

Muffy ha anche confessato che Jobs era un grandissimo esperto della materia, tanto da riuscire a distinguere le minime differenze tra gli alberi migliori da acquistare, e di scegliere sempre quelli che avrebbe selezionato lui stesso.

Il progetto finale prevede quindi l’utilizzo di tantissime varianti di alberi e altre piantagioni, in grado di offrire anche tantissima frutta che sarà utilizzata anche nelle caffetterie e nei ristoranti del campus. Steve Jobs aveva chiesto la presenza di tanti alberi di albicocca, che infatti occuperanno circa il 20% di tutta la fornitura di frutti all’interno del campus. Ci saranno anche alberi di prugna, di ciliegia, di cachi e di 17 varietà di mele.

 

 

Link all’articolo originale: Steve Jobs, l’Apple Park per ricreare la vecchia Silicon Valley

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