Come saprete, negli Stati Uniti si sta discutendo di una nuova norma che potrebbe obbligare i produttori a vendere le parti di ricambio originali ai riparatori indipendenti e ai consumatori che le richiederanno, con l’obbligo di condividere anche i manuali diagnostici e un servizio di assistenza. Apple è contraria a questa normativa e sta appoggiando ufficialmente una lobby che vuole bloccarne l’approvazione.

Apple ha già dato 32.000$ alla lobby che si sta occupando di opporsi a questa norma, nel tentativo di convincere i vari stati a non promulgarla. Insieme ad Apple, ci sono aziende come Caterpillar, Toyota e Verizon.  Questa norma è stata pensata per evitare che i produttori creino una sorta di monopolio nelle riparazioni aftermarket dei loro dispositivi, anche dopo la fine del periodo di garanzia. Apple, ad esempio, non ha mai autorizzato società indipendenti a riparare gli iPhone, anche se centinaia di aziende lo fanno quotidianamente. Molte di queste società lavorano in una sorta di limbo e spesso sono costrette ad acquistare i pezzi di ricambio nel mercato nero cinese, rischiando anche di utilizzare parti contraffatte. Inoltre, il legislatore ritiene che i negozi non autorizzati (e i singoli utenti privati) utilizzino spesso accessori non ufficiali (si pensi alle batterie al litio…), e questo può provocare seri problemi anche per la sicurezza degli utenti. Con questa norma, i negozi non autorizzati avranno il diritto di acquistare parti di ricambio originali direttamente da Apple.

Per Apple, la sicurezza degli utenti e dei loro dispositivi si garantisce solamente limitando le riparazioni a personale specializzato e debitamente formato da esperti Apple.

Lo stato del Nebraska, però, potrebbe essere il primo a promulgare questa norma. Vedremo se gli sforzi della lobby avranno effetto…

Link all’articolo originale: “Diritto alla riparazione”, Apple appoggia la lobby contraria a questa norma

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