Ad un anno dall’inizio della diatriba tra Apple ed FBI, viene praticamente ufficializzata la cifra pagata dai federali per far sbloccare l’iPhone del terrorista di San Bernardino.

Come ricorderete, dopo la strage di San Bernardino, l’FBI chiese l’aiuto di Apple per sbloccare l’iPhone del terrorista. Quell’iPhone era però protetto da password e aggiornato all’ultimo sistema operativo, aspetti che rendevano impossibile per Apple effettuare lo sblocco senza installare una backdoor che, però, avrebbe messo a rischio tutti gli iPhone in commercio. Questa era la posizione ufficiale di Apple, che obbligò l’FBI a rivolgersi ad un’azienda terza (Cellebrite?) per tentare di sbloccare il dispositivo. Alla fine, questa azienda terza riuscì ad effettuare lo sblocco dell’iPhone, anche se l’FBI non trovò alcuna informazione importante per le indagini.

Ad oggi rimaneva solo il dubbio su quanto avesse speso l’FBI per far sbloccare questo iPhone. La risposta arriva dalla senatrice Dianne Feinstein, responsabile del comitato del senato americano che sovrintende l’FBI: la somma versata dai federali alle casse della azienda che ha effettuato lo sblocco è di 900.000 dollari.

L’FBI considera questa informazione ancora riservata e non ha mai pubblicato alcuna cifra in merito ma, dato che l’importo è stato citato da una senatrice che sovrintende le operazioni dei federali, possiamo dire con certezza che la spesa ha toccato quasi il milione di dollari. La stessa senatrice ha però aggiunto che c’erano buone ragioni per spendere quella cifra, dato che era in atto un’importante indagine terroristica.

 

Link all’articolo originale: Svelata la somma spesa dall’FBI per sbloccare l’iPhone del terrorista di San Bernardino

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