Nella giornata di ieri, Tim Cook è salito sul palco del Newseum di Washington per ritirare il premio Free Expressions Awards dedicatogli dall’istituto per la categoria “Free Speech”. Come spesso accade, gli interventi di Cook sono ricchi di spunti interessanti.

Prima della consegna del premio, il Newseum ha mostrato un video celebrativo dedicato a Tim Cook e ai prodotti Apple realizzati durante i suo anni da CEO dell’azienda. Nel video sono stati mostrati anche spezzo di un suo intervento alla George Washington University e alla ABC.

Nel suo breve discorso di ringraziamento, Cook ha parlato delle difficoltà di adattare i principi del Primo Emendamento alla tecnologia moderna. Il CEO di Apple ha osservato che i Padri Fondatori non avevano a che fare con sviluppatori di app o altri artisti moderni quando hanno stabilito la base dell’ideologia americana:

Sappiamo che queste libertà richiedono una protezione. Non solo per i discorsi che ci intrattengono e ci piacciono, ma anche per quelli ci disturbano. Sono proprio quelli i discorsi che hanno bisogno di una protezione in più e non è un caso che queste libertà siano sancite e protette dal Primo Emendamento, fondamento di tutti i nostri diritti.

Tim Cook ha poi parlato di diritti civili, che Apple difende e continuerà a difendere nei prossimi anni, perchè “le aziende possono e devono avere dei valori“.

Il premio Free Expression onora le persone che “hanno preso rischi personali o professionali per condividere con il pubblico le loro critiche alla società o alla politica, e sono stati censurati o puniti dalle autorità, o si sono spinti oltre i loro confini di espressione artistica e comunicativa. 

 

Link all’articolo originale: Tim Cook premiato al Free Expressions Awards

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