Secondo un recente studio realizzato da due agenzie pubblicitarie Siri, l’assistente vocale di Apple, avrebbe accumulato un discreto ritardo rispetto a servizi concorrenti come Alexa di Amazon o Google Home.

 

Dallo studio infatti emerge che Apple è stata pioniera in questo settore, lanciando Siri nel 2011 ma da allora, a parte l’integrazione delle funzionalità su Apple Watch o sulle AirPods, non è mai riuscita a stare al passo con i concorrenti, mancando della capacità di apprendimento automatica in grado di renderla un’assistente vocale intelligente.

Lo studio, realizzato con l’analisi di comportamento e atteggiamento di 1000 utenti possessori di smartphone, ha fornito anche una serie di dettagli sul modo in cui gli assistenti vocali vengano utilizzati.

E’ interessante notare come in cima alla classifica dell’utilizzo si trovino motivi legati alla praticità dell’assistente vocale che rende l’uso dello smartphone più comodo, semplice e velocizza la digitazione di testi.

Al quarto posto, nonostante i suoi 6 anni sulle spalle, Siri riesce ancora ad offrire risposte che sorprendono dal punto di vista del divertimento.

Parlare allo smartphone come se fosse un’assistente reale è però visto ancora con una certa riluttanza da parte degli utenti che interrogano Siri soprattutto in ambienti privati come la casa o l’auto e non in mezzo al pubblico per evitare ogni tipo di imbarazzo.

Dal punto di vista delle richiesta invece Siri è utilizzata principalmente per ricerche sul web e poi per domande divertenti, riproduzione di musica, ottenere previsioni meteo e indicazioni stradali.

Dallo studio però emerge che gli utenti vogliono dagli assistenti vocali una maggiore intelligenza e capacità di personalizzazione delle funzioni e questo potrebbe scontrarsi con la forte presa di posizione di Apple in materia di privacy che ora limita Siri su ciò che l’assistente possa imparare sulla vita degli utenti.

Via | 9to5Mac

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